Kerry, Israele e l’apartheid

Israele rischia di diventare “uno stato di apartheid”. Il sinistro avvertimento non è stato lanciato da qualche militante filopalestinese di Londra o intellettuale della gauche parigina. A dirlo, nel corso di un meeting della Trilateral Commission, è stato invece il segretario di stato americano, John Kerry. Un paragone grave. Perché sarà reclutato dal movimento per il boicottaggio economico, politico e culturale di Israele. La preoccupazione di Kerry è legittima e da segretario di stato si è impegnato molto nel risollevare il moribondo processo di pace. Ma l’accostamento fra Israele e il Sudafrica dell’apartheid ha conseguenze potenzialmente devastanti.
24 AGO 20
Immagine di Kerry, Israele e l’apartheid
Israele rischia di diventare “uno stato di apartheid”. Il sinistro avvertimento non è stato lanciato da qualche militante filopalestinese di Londra o intellettuale della gauche parigina. A dirlo, nel corso di un meeting della Trilateral Commission, è stato invece il segretario di stato americano, John Kerry. Un paragone grave. Perché sarà reclutato dal movimento per il boicottaggio economico, politico e culturale di Israele. La preoccupazione di Kerry è legittima e da segretario di stato si è impegnato molto nel risollevare il moribondo processo di pace. Ma l’accostamento fra Israele e il Sudafrica dell’apartheid ha conseguenze potenzialmente devastanti. L’idea è semplice: sia Israele sia il Sudafrica a dominio bianco sono bastioni occidentali circondati da popoli maggioritari non occidentali; entrambi governano maggioranze ostili, usando la forza e negando loro i diritti per soggiogarli; entrambi sono guidati da governi nazionalisti.
[**Video_box_2**]
Ma il paragone è maligno e falso: se l’apartheid sudafricana vedeva ventisei milioni di neri guidati da sei milioni di bianchi, in Israele resta solida la maggioranza ebraica, sotto scacco da settant’anni dal mondo arabo-islamico che la assedia. Inoltre, se nel Sudafrica dell’apartheid bianchi e neri erano fisicamente separati, in Israele arabi ed ebrei condividono tutto, dai letti d’ospedale alle scuole, fino ai posti negli autobus, nei cinema e nei parchi pubblici. Dire che Israele rischia di diventare un regime d’apartheid è falso, ma serve ai suoi nemici per metterlo in mora negli organismi internazionali e slegare il suo destino da quello delle democrazie occidentali. Un segretario di stato non dovrebbe parlare come un fanatico del boicottaggio anti israeliano.